Mi presento

Credo di essere nata con la penna in mano. Ricordo benissimo che a sei anni mi costruivo da sola il giornale di Topo Gigio, un grande foglio A3 che piegavo in due e riempivo di racconti e disegnini del mio roditore preferito. Le storie erano frutto della mia fantasia, i disegni invece venivano disinvoltamente ricalcati da quelli pubblicati sulle riviste. Ne "tiravo" due o tre copie – nel senso che rifacevo lo stesso lavoro in originale più volte – e poi le regalavo in giro, seguendo lo spiccato senso degli affari che mi ha sempre contraddistinto. Crescendo a scuola scrivevo temini niente male che contribuivano ad alzare la media dei voti, visto che nelle materie scientifiche brillavo per scarsità di rendimento e per poco interesse, come veniva chiosato con puntualità nei giudizi di fine anno.
Invece di studiare matematica e fisica leggevo di tutto e scrivevo storie fantasiose che conservo ancora chiuse negli scatoloni della cantina. A diciannove anni, con la complicità della Preside del Liceo Classico dove avevo studiato, una Casa Editrice mi ha preso in batteria e un anno dopo pubblicava il mio primo libro. Conservo ancora la fotocopia dell'assegno ricevuto. Da quel momento in poi la scrittura è diventata la compagna ufficiale della mia vita e non ci siamo mai più lasciate.
Sono stata giornalista, corrispondente per quotidiani nazionali, caporedattore. Vivevo di quello che scrivevo e nei momenti liberi scrivevo per me racconti, trame, sceneggiature. Non potevo farne a meno, era (ed è) essenziale come mangiare o respirare.
Il lavoro mi ha portata a vivere per più di dieci anni in giro per il mondo, soprattutto nell'Oceano Pacifico, in Australia e negli Stati Uniti. Adesso sono tornata in Italia e ovviamente continuo a scrivere. Collaboro con riviste, sono un copywriter e, per vizio, uno scrittore. Tutto rigorosamente al maschile, come preferiva la signora Fallaci.

Perché ho scelto il web

In Italia ci sono più scrittori che lettori; ovvio che le case editrici – che comunque riescono come per magia a far uscire un'ottantina di titoli al giorno – siano un po' in apnea: sono imprese commerciali, mica istituti di beneficenza. Fra le ottanta natività giornaliere parecchie sono schifezze ignobili, molte frutto di oneste artigianalità letterarie, poche sublimi capolavori e non è detto che siano di autori conosciuti. Difficile scegliere, soprattutto quando i critici prezzolati contrabbandano mediocrità per opere imperdibili. Bisognerebbe farseli restituire da loro i soldi buttati in acquisti che poi si rivelano vere e proprie truffe…
Comunque, visto che non posso cambiare questa situazione, ho deciso di presentare on-line una buona parte dei miei lavori. Ci sono romanzi, racconti e lavori teatrali con i loro incipit. Qualcuno è pubblicato, qualcun altro no ma è disponibile in formato ebook - e prossimamente come audiolibro - su IsabellaNetwork. Ogni scrittore vero non lavora per se stesso o solo per guadagnare, ma per trasmettere stimoli e sperare che attecchiscano nella mente di chi legge. Ne dovrebbero spuntare piantine cariche di frutti profumati e succosi, le emozioni. Sono a rischio di estinzione, bisogna fare qualcosa per salvarle.
Qui in fondo c'è una casella di posta. A seconda di quello che ci troverò dentro – commenti, suggerimenti, domande – deciderò cosa fare.
Buona lettura.
D.M.

Non bisogna mai esaurire un argomento al punto che al lettore
non resti più nulla da fare.
Non si tratta di far leggere, ma di far pensare.


(Charles–Louis de Montesquieu)

 

       
       
       
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